Franca Florio 1873-1950

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CHI É DONNA FRANCA ?

Franca Florio è nata nel 1873, a Palermo, con il nome di Franca Jacona della Motta dei baroni di San Giuliano, proveniva da una famiglia di aristocratici siciliani ma non era ricca.

Alta circa 1,73, occhi verdi, carnagione ambrata e un vitino da far girar la testa, donna Franca diventò in poco tempo la donna più ammirata e amata di Palermo e non solo per la sua bellezza, ma anche per il suo modo di essere, per la sua bontà e simpatia, intelligenza e saggezza, qualità che non necessariamente risiedono tutte quante in una sola persona, ma che in lei erano presenti tutte. 

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Donna di classe, di gusti raffinati e forse un po’ bizzarri, Franca nella sua casa di Palermo teneva in libertà due scimmiette, chiamate Fitty e Fufi molto dispettosi, che i camerieri in assenza della padrona legavano a una catenella.
Le due diaboliche scimmiette un giorno provocarono un incendio in cui bruciò la famosa e preziosissima tenda in pizzo e merletto del Cinquecento, vanto di casa Florio.

Ma Franca Florio, non fu solo una donna bellissima, elegante, colta e di gran classe, ma ebbe anche un ruolo di primaria importanza negli affari del marito, interessandosi alle tante attività svolte dal medesimo come armatore, banchiere, albergatore e industriale.

Franca Florio, tuttavia, fu anche duramente provata da importanti lutti. Subì infatti la perdita di due bambini, fra cui l’unico figlio maschio, il piccolo Baby Boy, l’erede sul quale Ignazio aveva riposto tutte le sue aspettative
Donna Franca,  morì il 10 novembre del 1950, terminando la propria esistenza con dignità ma fra gli stenti ed i dolori leniti dalle gioie che le dettero le adorate figlie ed i nipoti, dopo aver subito il fallimento economico e aver vissuto la tragedia della seconda guerra mondiale. 
A distanza di anni ancora oggi davanti a una bella donna si dice: “E CCU E’ FRANCA FLORIO?”

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Il Matrimonio con Ignazio Florio

Franca sposa 11 Febbraio del 1893, a diciannove anni, il giovane Florio e da quel momento fa il suo ingresso nei salotti della aristocrazia cittadina, divenendo subito, per il suo charme, la sua allegria, la sua disinvoltura, punto di riferimento per ogni iniziativa mondana, sportiva e culturale della città. Franca si sposò con un abito da sposa in raso, con collo montato, stretto in vita da una lunga fascia plissettata e bordata da una “ruche” di tulle guarnita con piccoli fiori d’arancio. L’acconciatura era semplice, composta da un velo trattenuto da una coroncina di zagara.

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Ignazio, a quel tempo, era il capo di una delle più grandi industrie in Italia per la produzione di vino Marsala. Era famoso per le sue spese eccessive: ha comprato un’intera flotta di yacht, navi commerciali, nonché navi da crociera, per non parlare che lui era il proprietario delle Isole Egadi.

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1. Foto di repertorio di Ignazio Florio

Il sogno della famiglia Florio era quello di dare a Palermo e alla Sicilia un volto europeo, ed è per questo che i due coniugi strinsero rapporti e amicizie di una certa rilevanza in cui Franca giocò un ruolo importantissimo.

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2. Foto di repertorio della famiglia Florio a Palermo

Il rapporto fra i due coniugi, nato da un grande amore giovanile, fu complesso e travagliato, a causa soprattutto delle molteplici evasioni sentimentali di Ignazio, che ferivano profondamente Franca, gelosissima e appassionatamente innamorata del marito. Al periodo d’oro della mirabile ascesa dei Florio appartengono i lunghi soggiorni nelle più rinomate località climatiche della Costa Azzurra o della Riviera, le crociere a bordo dei loro splendidi yacht, il Sultana e l’Aegusa, pari per lusso e raffinatezza al famoso Cristina di Onassis, i viaggi con i figli e con una numerosa corte di amici, dame di compagnia, bambinaie, precettori, servitù, sul proprio treno personale.

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3. Foto di repertorio di Ignazio e Franca Florio a Mondello

Lentamente ma inesorabilmente, tuttavia, nel primo decennio del XX secolo, per motivi assai complessi di ordine economico, ma anche politico, inizia la parabola discendente del casato, che avrà il suo drammatico epilogo negli anni Venti, quando Franca sarà costretta a vendere all’asta i suoi favolosi gioielli e i Florio con il rovinoso fallimento di tutte le loro imprese si vedranno privati di tutti i loro beni.

Successivamente Ignazio e Franca lasceranno Palermo per trasferirsi a Roma, ospiti in casa della figlia maggiore, Igiea Salviati e qui rimarranno fino al termine dei loro giorni. Con grande dignità Donna Franca, affronterà gli anni durissimi della sua vecchiaia.

COME VESTIVA FRANCA FLORIO?

Franca vestiva esclusivamente dal sarto parigino Worth: il guardaroba era immenso, amava scegliere le stoffe, abbinare i colori, modificare i modelli, e personalizzare i capi da indossare.

Donna Franca Florio - Court Cape, Worth attr., 1902 - Galleria del Costume di Palazzo Pitti - Foto storica copia

4. Franca Florio in Worth

I gioielli di Franca Florio nascevano per lei, dai migliori orafi del mondo, da Cartier a Lalique, che inviavano al Florio conti da far accapponare la pelle. Un esempio per tutti: la famosa “collana di perle della Florio”. Era un gioiello maestoso, lunghissimo, che contava trecentosessantacinque perle di invidiabile calibro, pesante e maestosa tanto da mettere in imbarazzo la Regina d’Italia che possedeva una collana di perle, ma non all’altezza. Nonostante il suo amore per i gioielli, Franca decise di non indossare più orecchini dopo che D’Annunzio le fece notare come qualsiasi gioiello pendente dalle sue orecchie avrebbe alterato i lineamenti del suo viso dove, da sempre, si concentrava gran parte della sua bellezza.

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Un altro ad ammiratore di Franca Florio è Boldini . Il pittore conosce la famiglia Florio nel 1901, quando gli viene commissionato un ritratto di Franca Florio, che a quel tempo era vezzeggiata dai potenti di mezza Europa. Boldini la rappresenta con il corpo che poggia sull’anca destra e con un atteggiamento voluttuoso, tipico delle sue rappresentazioni più sensuali, con le spalle troppo nude, un ampia scollatura a v la gonna troppo corta. Franca indossava un suntuoso abito lungo di velluto nero e una lunghissima collana di perle che arrivava fin quasi l’orlo del vestito. Il ritratto risulta troppo sensuale agli occhi del marito che pretende una nuova tela, più adatta a rappresentare la moglie. Il nuovo ritratto viene realizzato da Boldini nel 1903, facendo indossare alla baronessa un altro abito, più castigato, in velluto di seta nero ricamato ad intaglio.  di pizzo nero. Tuttavia l’artista tenne con sé la prima versione, che vendette al Barone Rotshschild modificando la data di esecuzione in “1924”. Il nuovo ritratto, stavolta, fu di gradimento, tanto che fu esposto alla Biennale di Venezia nel 1903. Di quel dipinto, “ufficiale”, purtroppo si perderanno le tracce e rimane soltanto una fotografia.

5.1 G. Boldini, ritratto di Franca Florio, 1901
 5.2 Seconda versione del ritratto di Boldini a Donna Franca, 1903
5.3 Abito di velluto di seta nero di manifattura meridionale

 

 

 

 

 

 

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